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L’intervento

Bypass coronarico
con il cuore che batte

Intervento di bypass coronarico a Tangeri effettuato a cuore battente, senza arresto del cuore o della circolazione extracorporea (macchina cuore-polmone). Chirurgia della malattia coronarica adattata a ciascun paziente, in particolare ai pazienti fragili.

Ritmo sinusale82BPM
Frequenza normale90BPM
Durata3 – 4 ore
Ricovero ospedaliero4 – 6 giorni
AnestesiaGenerale

Intervento di bypass coronarico a cuore battente
a Tangeri

L'intervento di bypass cura la malattia coronarica, cioè il restringimento delle arterie che nutrono il cuore, processo spesso favorito dall'ipertensione, dal diabete, dal tabacco o dal colesterolo. L’idea è semplice: invece di forzare il passaggio, aggiriamo l’arteria bloccata utilizzando un innesto, un vaso sano prelevato dal torace (arteria mammaria), dal braccio o dalla gamba (vena safena), per dare al muscolo cardiaco il sangue di cui ha bisogno. Quando viene effettuato a cuore battente, senza fermare il cuore o utilizzando la macchina cuore-polmone, possiamo, nei pazienti idonei e soprattutto quelli più fragili, limitare alcune complicanze. La scelta tra cuore battente e tecnica classica non è mai automatica: dipende dall'anatomia delle tue arterie e dalle tue condizioni generali. In tutti i casi, l'obiettivo di Dr Tber rimane lo stesso, una rivascolarizzazione completa che allevi l'angina, progettata per la tua situazione.

Principali indicazioni

Malattia coronarica con restringimenti multipli delle arterie del cuore Coinvolgimento del tronco comune o di più arterie coronarie Angina (dolore al petto) che limita la vita quotidiana Pazienti fragili o ad alto rischio chirurgico Aorta gravemente calcificata (ateroma aortico) che rende difficile la circolazione extracorporea Storia come l'insufficienza renale, dove si cerca di limitare l'uso della macchina cuore-polmone

Benefici per il paziente

Senza circolazione extracorporea (macchina cuore-polmone) Può ridurre alcune complicazioni legate alla macchina cuore-polmone, soprattutto nei pazienti fragili Recupero che può essere più rapido nei pazienti idonei Obiettivo di rivascolarizzazione completa, adattato a ciascun paziente Tecnica particolarmente utile nei pazienti fragili o con aorta calcificata

Il suo percorso di cura

Passo dopo passo

Consultazione e valutazione

Valutazione cardiaca completa ed esami preoperatori, inclusa l'angiografia coronarica che mappa le arterie da bypassare.

Preparazione

La scelta tra bypass a cuore battente e tecnica convenzionale viene valutata caso per caso e spiegata con chiarezza al paziente.

Intervento

Effettuare bypass in sala operatoria, a cuore battente grazie ad uno stabilizzatore, senza fermare il cuore né ricorrere alla circolazione extracorporea.

Recupero e follow-up

Stretto monitoraggio poi riabilitazione cardiaca per un ritorno graduale e supervisionato alla vita normale.

Domande frequente

Ti chiedi...
Quali sono i sintomi della malattia coronarica?
Molto spesso dolore o senso di oppressione al petto (angina), mancanza di respiro dopo sforzo o affaticamento insolito. Un dolore toracico intenso, prolungato o accompagnato da sudorazione, nausea o mancanza di respiro a riposo costituisce un'emergenza: è necessario chiamare immediatamente i servizi di emergenza. Al di fuori dell'emergenza, di fronte a sintomi di stress, si consiglia senza indugio una visita cardiologica e una valutazione delle arterie coronarie.
Come avviene l'intervento di bypass e da dove proviene l'innesto?
Il chirurgo preleva un vaso sano, il più delle volte l'arteria mammaria nel torace, talvolta una vena della gamba (vena safena) o un'arteria del braccio. Questo innesto è collegato per bypassare l'arteria bloccata e ripristinare l'afflusso di sangue al cuore.
Bypass o stent (angioplastica)?
Lo stent viene spesso impiegato per lesioni circoscritte, raggiunte dall’interno dei vasi. Il bypass è frequentemente preferito quando sono coinvolte più arterie o il tronco comune della coronaria sinistra, soprattutto in presenza di diabete. La scelta viene valutata con cardiologo e chirurgo in base all’anatomia e alle condizioni generali.
Qual è la differenza con un bypass classico?
Con il cuore battente, il cuore non viene fermato e si evita la circolazione extracorporea, il che può ridurre alcune complicazioni, soprattutto nei pazienti fragili o con aorta calcificata. Entrambe le tecniche danno buoni risultati; la scelta è individualizzata, sempre con l'obiettivo della rivascolarizzazione completa.
Quanti bypass si possono eseguire?
È possibile eseguire più bypass durante la stessa procedura. Il loro numero dipende dalle arterie ristrette identificate dall'angiografia coronarica, l'obiettivo è la completa rivascolarizzazione.
Quanto tempo prima del ritorno alla normale attività?
Il recupero è graduale e varia da paziente a paziente. La maggior parte dei pazienti ritorna gradualmente alle proprie attività nell'arco di poche settimane, accompagnati da un programma di riabilitazione cardiaca, secondo il consiglio del proprio chirurgo.

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